mercoledì 15 luglio 2020

Samsara Beach di Riccione e Covid : "Colpirne uno per educarne tanti"

Sembra incredibile ma è tutto vero. Dopo settimane di apparente assenza di rispetto delle norme in centinaia di locali in Emilia Romagna, con 3000/4000 persone ammassate in discoteche come accade alla Villa delle Rose ad esempio, il Codacons accusa il Samsara Beach di Riccione (qualche centinaia di persone in spiaggia, all'aperto tra ombrelloni e musica), di non rispettare le regole.


E' così. Nell'Italia del tutto e del contrario di tutto, accade anche questo.  Se a strusciarsi le vesti sono una trentina di giocatori sudati e ansimanti, sul campo di calcio, questo è lecito e nessuno grida agli "untori" (gli interessi economici in questo settore sono tali da emettere norme ad HOC per questo genere di concessioni e deroghe alle leggi che valgono invece per l'intera collettività).
Così come nessuno ha fatto esposti alla magistratura ne ad alcuna istituzione, per le manifestazioni "rosse" di particolari parti politiche. Infine, il mancato rispetto delle norme da parte di autorevoli personaggi in altrettanto autorevoli  eventi e iniziative, non ha ancora mai scatenato l'inferno o l'ira di Codacons (o associazioni paritetiche).

Mentre, qualche centinaia di persone, all'aperto, tra un ombrellone e un chiringuito, con tanta aria, sole e musica, al Samsara Beach di Riccione mettono paura al Presidente Carlo Rienzi
Rienzi infatti ha fatto un esposto chiedendo alle autorità di chiudere la celebre attività sul mare di Riccione.

Raggiunto dalla nostra redazione, Devis Paganelli "il boss dei casting" spesso presente al Samsara tranquillizza : "Ma quale esposto, quale problema, quale chiusura. E' ora di finirla con questo allarmismo. Sono quotidianamente al Samsara e ad ogni istante la direzione del locale si preoccupa di avvisare i clienti che è indispensabile utilizzare mascherine e distanze con messaggi quasi assillanti. Mi chiedo cosa dovrebbero fare oltre questo, dal momento che di certo non hanno potere di sanzionare o porre obblighi a chi se ne infischia delle norme. A mio parere oltretutto non sono di certo qui i rischi che invece possono essere riscontrati in tante altre iniziative quasi mai prese di mira. Temo che ancora una volta, questa uscita emblematica ed evidentemente mediatica di Rienzi sia solo un modo per colpirne uno, al fine di educarne cento. Ma, a forza di reprimere chi si impegna a creare qualcosa di positivo ogni giorno con fatica, si finirà con l'incatenare imprese sempre più affogate da norme, vincoli, tasse e folli imposizioni"


  

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