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domenica 1 agosto 2021

agosto 01, 2021

New Talent : Margherita Citeroni, aspirante fotomodella di Ascoli Piceno

Margherita Citeroni

Oggi intervistiamo Margherita Citeroni, per conoscere meglio questa persona che proviene da Ascoli Piceno.  Margherita Citeroni nasce ad Ancona, ma vive sin da subito ad Ascoli Piceno. La quindicenne, è una ragazza solare e piena di vita. Inizia a frequentare la scuola di danza classica da quando aveva 2 anni e mezzo e proprio la danza diventa la sua passione tanto che ancora oggi continua a ballare. Margherita frequenterà a settembre il secondo anno del liceo linguistico, si impegna nello studio dove ottiene ottimi risultati. Da qualche anno ha iniziato a sfilare e a partecipare a concorsi di bellezza, spera di essere notata e magari riuscire ad entrare nel mondo della moda, del cinema o televisione

Raccontaci delle tue esperienze nel campo della moda, tv o dello spettacolo.
Sono arrivata in finale nazionale ad un concorso nazionale di bellezza nel 2020,ma poi causa covid, la cosa non ha avuto futuro. Quest' anno ho partecipato al concorso Miss Principessa d' Europa e anche qui sono passata alla finale che si terrà la seconda settimana di settembre. Grazie al Patron Devis Paganelli ho avuto l'opportunità di trascorrere una settimana a Riccione insieme ad altre ragazze. Esperienza fantastica tanti che ho avuto modo di prendere parte al videoclip della nuova canzone di Maria Teresa Ruta.


Cos'hai provato la tua prima volta in passerella?
Ricordo benissimo l' emozione della mia prima passerella, avevo 13 anni e ho sfilato nella mia regione, le Marche. Non avevo mai indossato tacchi, ma probabilmente grazie alla danza che mi ha allenato il collo del piede, sono subito riuscita a camminarci senza problemi. Dopo i primi passi, dove appunto ero un po' emozionata, mi sono sentita subito a mio agio e soprattutto mi sono divertita molto. I giudici quel giorno mi avevano dato bei voti, ma poiché non avevo ancora 14 anni, non ho potuto prendere la fascia. Ma poi ne sono arrivate molte

Come si è svolto il tuo primo casting?
Durante il casting mi hanno fatto delle foto e delle domande. Non ricordo il fine perché se ne occupava mia madre.

Quali sono le tue ambizioni in questo settore?
Innanzi tutto voglio diplomarmi, comunque il mio sogno è fare la fotomodella o la presentatrice e magari conciliare il tutto ed andare all' università.

Quale personaggio dello spettacolo ti ispira?
Sono giovane e non conoscevo molto Raffaella Carrà, a parte qualche canzone (tutte molto belle), dopo la sua morte però ho capito che la Carrà era un' artista completa, sapeva cantare, ballare, presentare e recitare e secondo me anche molto innovativa rispetto al periodo. Per questo ora mi sento ispirata da lei.

Parlaci del tuo look
Casual ed elegante allo stesso tempo, spesso originale.

Sappiamo che non hai ancora trovato la tua anima gemella. Per scelta o per casualità?
Si, single per scelta.

Come hai vissuto la tua esperienza di partecipante concorrente a Miss Principessa d'Europa?
Strepitoso! Ho trovato un ambiente familiare, mi sono subito trovata con le ragazze e con Carmelo Tornatore, il Direttore Nazionale! E poi come ho detto ho avuto l'occasione di conoscere il Patron Devis Paganelli e spero di " crescere" grazie a lui.

Non ci resta che salutarti e augurarti in bocca al lupo per il tuo futuro!

Team Cronaca Spettacolo

sabato 31 luglio 2021

luglio 31, 2021

Deola Godini con New Dreams, a favore della Fondazione Simoncelli a Cervia

Deola Godini - Squadra Rossa 

Si è disputata il 29 luglio, presso il Bagno Bleck 2.10 di Cervia,  il quadrangolare di Beach Soccer VIP, con tanti volti noti come Alice De Bortoli, Mattia Briga, Deola Godini, Andrea I Panpers, Marysieul, LucyLein, Shade, Diego Lazzari, Jaro, Sigh Tanc, I Sierra, Gionny Scandal, Mirco The Creator, Tancredi, Andrea Zelletta, Marco Filadelfia, Valerio Mazzei, Federica Carta, Patrizio Morellato, Devis Paganelli, Matt, Astol, MyDrama e Random (che ha voluto esserci per la presentazione di lancio qualche giorno prima). L’Associazione New Dreams è una nuova realtà composta da celebrità e aspiranti celebrità come cantanti, influencer, social star, personaggi televisivi che insieme hanno scelto di offrire la propria immagine e il proprio impegno, per sensibilizzare i giovani su temi sociali e alla solidarietà.

L'organizzazione curata da Marco Filadelfia per New Dreams, ha voluto dare un contributo alla 
Fondazione Simoncelli  https://www.fondazionemarcosimoncelli.it nata a favore dei soggetti più deboli, sostenendo progetti umanitari in ricordo di Sic.

Alice De Bortoli ha presentato l'evento

Marco Filadelfia - direttore artistico della New Dreams : «In rappresentanza di tutti i componenti dell'associazione, esprimo la nostra gioia nel poter supportare la realizzazione del Centro Diurno per ragazzi con disabilità cognitiva e con disturbo dello spettro autistico, promosso dalla Fondazione Simoncelli. Grazie al coinvolgimento di influencer, youtubber, artisti e personaggi noti della tv, vogliamo avvicinare i giovani a tematiche sociali».

Deola Godini @deolagod : «E' stato divertente ma anche gratificante, poter contribuire ad una causa così nobile. Stare al fianco di Marco Filadelfia in questa avventura è stato costruttivo e spero che possa essere servito ad avvicinare tanti giovani ai progetti solidali della Fondazione Simoncelli».










venerdì 28 maggio 2021

maggio 28, 2021

Da Castrocaro ai digital store, PECCI esce con Chaos

 

Pecci, nome d'arte di Pietro Ceppi, classe '95 della provincia Brianzola, con la passione per la musica in casa (mamma chitarra, papà tromba, fratello ex violinista) pubblica Chaos, già online e con un videoclip autoprodotto.


Chaos è un brano che punta ad entrare nei club senza passare dal via; sezioni rappate e cantate su una base piano, batteria e bassone anni novanta. “Questo pezzo" -afferma Pecci- "è nato da una brutta reazione ad un brano di Lizzo feat Missy Elliott. La strofa di Missy inizia con 8 versi che rimano con l'onomatopea GRR. All'inizio non l'ho presa bene per niente, ma nei giorni successivi l'ho presa come sfida e come esercizio di stile". Nel videoclip ufficiale, girato con Ortica Studio, l'allegoria del gioco d'azzardo accompagna la tematica del Chaos e ci porta in questo spazio non-spazio dove Pecci interpreta il dealer e il tavolo da gioco, dichiarandosi come superpartes e vincitore rispetto agli altri personaggi in balia del caso.



Come hai affrontato l'ultimo anno di pandemia senza concerti live?
Durante il primo lock down, non lavorando mi sono chiuso in studio a produrre un beat al giorno, certi giorni anche due. Nel tempo restante per ammazzare la concentrazione leggevo, guardavo film e andavo a correre. Dopo un anno di clausura ho fatto un censimento dei beat buoni e di quelli da scartare e su 150 ne ho trovati 55 buoni di cui 8 canzoni già concluse e pronte.

Hai quindi altro da pubblicare?
Ho un sacco di materiale parcheggiato di tutti i generi, perc questo, conto di pubblicare i pezzi migliori e di trovare concerti, ora che sarà possibile. Ho delle date ferme da un anno tra la Calabria, Roma e Milano e spero di riuscire finalmente ad esibirmi dal vivo, che è la mia unica ragione di vita. Quando hai iniziato a fare musica? Prima band, primo amore i “Random” a 15 anni come cantante e autore. Da ragazzino volevo urlare come Phil Anselmo e lo facevo, con generi punk-rock-metal. Sciolta la mia prima band tre anni più tardi ho iniziato un'odissea tra più di dieci formazioni diverse con i nomi più assurdi e di tutti i generi, fino a quando ho scritto il mio primo inedito da solista con un ukulele, arrangiato poi da Andrea Orsenigo degli MSTR.

Hai partecipato a Castrocaro in passato.
Si con "Il Sole Nel Taschino" ho partecipato al Festival di Castrocaro arrivando in semifinale a 19 anni. Questo evento mi ha portato poi a credere in me abbastanza da lavorare e studiare Musica.

La musica è il tuo primo lavoro?
Ho lavorato in pizzerie, ristoranti, bar, parcheggiato auto in un deposito, potato siepi, piantato alberi e restaurato mobili, ma dopo il primo lockdown mi sono dovuto reinventare. Al momento sono apprendista restauratore, insegnante di canto e beatmaker di un po' di artisti tra Milano, Bergamo e Firenze, tutti molto promettenti. Vivo a Milano in una fabbrica riadattata a villaggio di loft dove vivono anche gli altri membri del mio team: videomaker, attori, sarti, grafici e musicisti. Questo ambiente mi sta permettendo di lavorare molto negli ultimi mesi e soprattutto con un focus di squadra.

Parlaci del presente dei brani che stanno per uscire dal cantiere.
Chaos fa parte di una trilogia con Armageddon (Anastasia) e Narcolettico. Nel primo (tesi) dirigo la mia energia con autodeterminazione e sicurezza mentre nel secondo (antitesi) sono in balia di un amore Platonico, nel terzo (sintesi) mi accorgo che erano due situazione oniriche opposte. Una positiva e una negativa, entrambe causate dalla mia Narcolessia di cui soffrivo in periodo adolescenziale.

Ti ispiri a qualcuno per la tua arte?
Negli ultimi anni i miei spiriti guida sono stati sicuramente Michael Jackson, Anderson Paak, Kendrick Lamar, Masego, FKJ, i NAVA, muut, Suorcristona, Venerus e Generic Animal. Fun facts: i miei primi 3 cd ricevuti in regalo quando avevo dieci anni sono stati: Illusioni Parallele dei Tiromancino, The Trinity di Sean Paul e American Idiot dei Green Day. Tre generi quasi complementari tra loro e li rivedo molto in come poi mi sono evoluto. Non voglio incasellarmi in un genere, preferisco cercarmi.

Passato e presente ce li abbiamo. Progetti futuri?
Io e il mio team ci sentiamo già un'etichetta: videomaker, attori, grafici, coregrafa, make up artist e sarta. Sono tutti amici conosciuti negli anni tra concerti e accademie. Ci tengo molto all'aspetto visivo del progetto perchè il mio sogno finale è riuscire a studiare sceneggiatura a Roma, ho sempre avuto una passione per il cinema, soprattutto Italiano, ma ho un po' di obiettivi più vicini prima di potermi dedicare a quello con tutte le mie forze.

martedì 11 maggio 2021

maggio 11, 2021

Michele Placido, voce narrante al recital del Festival Internazionale Pietro Mascagni

 

E’ stato presentato ufficialmente dal Teatro Goldoni di Livorno il Festival Internazionale Pietro Mascagni. In questa edizione il tema che farà da filo conduttore è “#Musicasalmastra”, il Festival partirà domenica 25 luglio nella suggestiva cornice delle Secche della Meloria, per concludersi giovedì 16 settembre dalla Terrazza Mascagni sul lungomare della città, luogo dedicato proprio al compositore labronico.

Ad illustrare le finalità e gli appuntamenti, durante la conferenza di presentazione, il Sindaco di Livorno e Presidente della Fondazione Goldoni, Luca Salvetti, l’Assessore alla Cultura del Comune di Livorno Simone Lenzi, il Direttore della Fondazione Goldoni Mario Menicagli e il Direttore Artistico del Mascagni Festival Marco Voleri.

La musica colora gli occhi di chi la guarda e rimane, inconfondibile, in qualche angolo della mente. Un po' come quando si fa il bagno in mare d’ estate. Si esce, ci si asciuga ed il salmastro rimane sulla pelle, a ricordarci il mare che ci ha ospitato per qualche momento. Lo stesso accade con la musica: ospita, ricorda, protegge. Ora esalta, ora rattrista.” Con queste parole parte l’intervento alla presentazione per la stampa del Direttore Artistico del Festival, Maestro Marco Voleri, che prosegue: “#Musicasalmastra è il titolo dell’edizione del Mascagni Festival 2021. Una manifestazione che farà di tutto per rimanere sulla pelle e negli occhi di chi ascolta. Sarà un viaggio nella musica mascagnana, con contaminazioni ora moderne, ora sullo stile Listziano. Un viaggio nelle composizioni di Mascagni e nei luoghi che ha vissuto: da piazza delle Erbe a Castel Sidney Sonnino, da Lago Alberto alla terrazza Mascagni, fino alle secche della Meloria. Un viaggio nella musica pieno di debutti e prime assolute. Oltre ad una serie di concerti del Mascagni Festival in Italia e all’ estero parte il progetto #terremascagnane, che avrà negli anni la finalità di creare un fil rouge tra il Mascagni Festival ed i luoghi mozzafiato della provincia livornese. Grazie alla musica l’uomo ritrova in sé l’armonia con il mondo, in un viaggio che percorre le stagioni della vita. Questa edizione del Mascagni Festival nasce con la volontà di rimanere sulla pelle a lungo.”

Il Mascagni Festival nasce con l’intento di rendere omaggio ad un Uomo che rappresenta il massimo esponente del verismo in musica con tutta la sua carica innovativa. Un’edizione davvero speciale e non solo per la sfida che vuole affrontare e la voglia di rilanciare la cultura e la musica live, ma perché quest’anno il Festival vedrà al centro la figura della Donna. Per questo le musiche del compositore, che già all’epoca si era conquistato la fama di influencer dell’universo femminile, saranno eseguite dal Direttore d’Orchestra Beatrice Venezi, reduce dalla sua presenza al Festival di Sanremo e dalla famosa Direttrice d’Orchestra Gianna Fratta.

Musica e parole: anche la recitazione sarà protagonista già dalla serata di apertura ufficiale che si svolgerà nello splendido scenario delle Secche della Meloria, famoso per i suoi scogli che affiorano nel Mar Tirreno a ovest di Livorno. Il recital musicale avrà come voce narrante l’attore di fama internazionale Michele Placido, vincitore dell'Orso d'Argento nel 1979 per il miglior attore al Festival di Berlino per il film “Ernesto” di Salvatore Samperi e 4 David di DonatelloLa serata di domenica 5 settembre dedicata alle “prospettive dell’amore dal punto di vista di Mascagni”, vedrà la partecipazione di Laura Morante, vincitrice del David di Donatello nel 2001 e due Nastri D’argentoinsieme ad Agnese Claisse. Madre e figlia, per la prima volta, condivideranno il palcoscenico nella lettura di alcune missive scritte dal compositore alle donne più importanti della sua vita.

Il Festival è promosso dall’Amministrazione Comunale insieme con la Fondazione Teatro Città di Livorno “Carlo Goldoni”. Per la città, come ha spiegato il Sindaco Luca Salvetti, è un’importante ripartenza economica e sociale che vuole puntare proprio sulla cultura. “La scorsa estate - ha sottolineato il sindaco nel suo intervento alla conferenza stampa – il Festival ha avuto un enorme successo. Per questa edizione abbiamo deciso di coinvolgere l’intera Provincia attraverso l’iniziativa #terremascagnane. D’altra parte abbiamo voluto approfondire anche lo stretto rapporto che noi Livornesi abbiamo con il mare, che lo stesso Mascagni sentiva dentro di sé. Infatti l’evento di apertura si svolgerà addirittura in mezzo al mare, alle Secche della Meloria, un luogo di rara bellezza e fascino. Dopo tanti mesi così difficili, vogliamo tutti tornare a vivere iniziando da un sorriso, e questa è un’iniziativa che fa bene all’anima”.

Tanti altri saranno gli appuntamenti che renderanno unica questa edizione 2021 che vuole percorrere un “viaggio” fantastico e coinvolgente sul territorio toscano attraverso i capolavori del grande Compositore. Infatti, il festival non si ferma solo a Livorno, ma porta la musica del Maestro anche in luoghi differenti. Da questa idea nasce #mascagnifuoriporta: un ciclo di appuntamenti che diventano la puntata zero di un percorso narrativo/musicale sulla figura di Mascagni nel mondo, fatta dalla voce, dalla bravura e dal talento dei solisti della Mascagni Academy.

La “Mascagni Academy” è un’accademia di alto perfezionamento per cantanti lirici che si propone fin dalla sua prima edizione di scoprire e valorizzare nuovi interpreti. Partita lo scorso 6 maggio, fino al 27 giugno riunirà una rosa di questi giovani talenti nella tenuta Bellavista Insuese sull’Oasi Spondone (Guasticce), per un percorso musicale che trova il suo naturale sbocco proprio nel Festival.

Il Mascagni Festival è una realtà in continua evoluzione. E quest’anno in collaborazione con i Comuni di Castagneto Carducci, Campiglia Marittima e Bibbona nasce il progetto #terremascagnane, che ha come obiettivo, nei prossimi anni, di realizzare eventi nell’intera provincia livornese, con la finalità di unire turismo e cultura, in nome di un compositore che ha ancora molto da dare e raccontare.

domenica 4 aprile 2021

aprile 04, 2021

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martedì 5 gennaio 2021

gennaio 05, 2021

Alessia Giuliani, con la passione per il CrossFit, posa per Davide Vignes in Romagna

Oggi intervistiamo Alessia Giuliani, per conoscere meglio questa persona che proviene da Albano Laziale (Roma). 

Alessia Giuliani nasce in provincia di Roma. Già dai primi anni lega con la terra materna, la Calabria, che le regala un senso di appartenenza più di quella di nascita. La Calabria è stata fondamentale per la sua ispirazione, grazie alla bellezza  del territorio Alessia ha sviluppato prestissimo, grazie anche al soggiorno Campano, a Salerno, l’amore per il mare, stessa passione dei genitori, che si è tradotto in ispirazione artistica. Infatti Alessia già da piccola sviluppa buone capacità nel disegno, conseguendo il premio esordienti al sedicesimo concorso di fumetto nazionale, che con il passare degli anni si è trasformato in rappresentazione fotografica, nella quale da pochi anni Alessia si cimenta. Nel corso degli anni ha sviluppato competenze in musica, suonando il pianoforte, nella recitazione, ma anche nello sport, raggiungendo il secondo posto della coppa Italia di Karate, dedicandosi poi al nuoto e alla ginnastica artistica, scegliendo infine  il CrossFit.  Determinata negli studi frequenta il liceo classico e proseguirà la sua formazione all’università.  Viene sempre descritta come una persona solarissima, che applica significativa velocità nell’apprendimento.



Raccontaci delle tue esperienze nel campo della moda, tv o dello spettacolo.
Dai 10 ai 12 anni ho frequentato i corsi cinematografici presso lo studio emme di Sergio Martinelli, senza proseguire in esperienze televisive.
Nell’ultimo periodo ho partecipato come fotomodella alla realizzazione del calendario “le bellezze” della Vogue top model agency, un’esperienza altamente formativa ma anche molto divertente.

Cos'hai provato la tua prima volta in passerella?
La prima volta in passerella ero emozionantissima, con le gambe tremanti, la passerella finale della prima sfilata mi ha vista inciampare ma non cadere! Anche se con delle difficoltà date dall’inesperienza ero a mio agio, consapevole di poter fare di più, e meglio, con il tempo e la pratica.

Quali sono le tue ambizioni in questo settore?
Aldilà del percorso di studi le mie ambizioni non sono estremamente dettagliate, ma nonostante questo so sempre applicare la mia grande determinazione. Mi piacerebbe entrare a far parte del mondo della rappresentazione e fotografia sia come fotomodella sia come fotografa. Fino a pochi anni fa avrei voluto entrare nel mondo del cinema e del teatro. Sono sicuramente più interessata al mondo delle fotografie che a quello dello spettacolo, ma a soli 18 anni ho ancora tempo a disposizione per capire qual è la mia strada e quali le categorie dei miei interessi.



Quale personaggio dello spettacolo ti ispira?
Faccio riferimento alla letteratura e cito Edmond Dantès, il Conte di Montecristo, personaggio celeberrimo ma di fantasia. Stregata dalla sua lettura sono continuamente ispirata dalla sua raffinata eleganza, delicatezza, e profondissima personalità, certamente grazie allo stile struggente e inconfondibile del suo autore Alexandre Dumas. Ci tengo ad aggiungere che sono per me di grande ispirazione tante persone che non sono celebri, prima di tutte mia madre.

Parlaci del tuo look
Estremamente versatile, varia dall’elegante, al casual, allo sportivo a seconda delle occasioni e necessità.

Sappiamo che non hai ancora trovato la tua anima gemella. Per scelta o per casualità?
Lo sono per scelta, ma anche un po’ per caso, non c’è per ora nessuno in particolare sintonia

Facci un esempio della tua determinazione di cui ci hai parlato
Quando ero piccola avevo i capelli liscissimi e biondissimi, chiaramente li desideravo ricci. Almeno una volta al giorno mamma mi sentiva dire di volere i capelli ricci, allora lei, non potendo fare altro, mi disse di pensarci bene, pensarci tanto. Io ero così determinata ad ottenere quello che volevo che ci pensai così bene e così tanto che a sei anni li tagliai,  e dopo due anni di transizione in cui non si capiva che forma avessero, cominciarono a modellarsi ricci.

SONO APERTI CASTING PER CINEMA, MODA E TV : 
http://iscrizione.castingufficiali.com/

gennaio 05, 2021

Le ambizioni della giovanissima Giorgia Baldassarri, che parte dai concorsi di bellezza e arriva sui set fotografici

Oggi intervistiamo Giorgia Baldassarri, per conoscere meglio questa persona che proviene da Canale Monterano. 

Giorgia Baldassarri è nata a Roma nell’ottobre 2002, e fin da piccola è affascinata dal mondo dello spettacolo. Organizzava piccole sfilate e show nel salotto di casa e diceva che un giorno sarebbe diventata un importante personaggio televisivo. Giorgia è una ragazza solare, determinata e sempre pronta a mettersi in gioco e a dare il meglio di se. Per ora si è iscritta a vari concorsi come Miss Principessa d’Europa e Miss Europa e ha intenzione di continuare nel campo della moda e dello spettacolo, portandolo avanti come carriera e stile di vita.



Raccontaci delle tue esperienze nel campo della moda, tv o dello spettacolo.
Ho frequentato un corso di portamento nella scuola di Margarita Smirnova a Testaccio, dove ho appreso come comportarmi in passerella e qualche piccola nozione sul galateo. Ho frequentato un corso di posa fotografica e fatto alcuni scatti con il fotografo della rivista Vogue Claudio Laureti, e frequentato un corso di recitazione, con spettacolo a teatro successivamente con l’attore italiano Giuseppe Morrone. L’ultima esperienza svolta nel campo è stata il calendario Le Bellezze 2021 della Vogue Top Model Agency.

Cos'hai provato la tua prima volta in passerella?
Sfilare in passerella è stata la cosa più bella che io abbia mai fatto, mi ha regalato dei momenti e delle emozioni uniche. L’agitazione di sfilare davanti tanta gente, la complicità con il proprio partner nello sfilare in coppia, l’ansia che una volta sulla passerella, con tutte le luci puntate addosso, è svanita, mi sentivo come se stessi sfilando tre metri sopra al cielo. Un’esperienza unica sicuramente appagante e da rifare.



Come si è svolto il tuo primo casting?
Il mio primo casting era finalizzato a vedere se fossi adatta al ruolo di indossatrice, fotomodella e attrice, e sono stata presa in tutti e tre i campi. Il casting consisteva nella mia presentazione, mi è stato chiesto di fare cinque pose come se dovessi sponsorizzare un indumento o un accessorio, e mi hanno dato 10 secondi per memorizzare uno spot pubblicitario a mia scelta e riprodurlo interpretando un ruolo davanti a tutti.

Quali sono le tue ambizioni in questo settore?
Sogno di far della figura da modella e fotomodella una vera e propria carriera, perchè mi sento appartenere proprio a questo mondo. Ma essendo una persona molto aperta alle novità, chissà quali opportunità mi si presenteranno.

Quale personaggio dello spettacolo ti ispira?
Mi ispiro alla modella americana Kendall Jenner. Oltre che  e giovane, è una vera e propria icona per me, quando è in passerella è qualcosa di unico e spettacolare, sa dar valore ad ogni abito che indossa, particolare o meno che sia, che poi è questo lo scopo di un vero indossatore.

Parlaci del tuo look
Il mio look è un look semplice e casual ma che amo arricchire con gli accessori, come può essere una borsa particolare o un cappello. Mi piace essere sempre apposto e curata e trasmetterlo attraverso il mio look e magari essere d’ispirazione per qualcuna.

Sappiamo che non hai ancora trovato la tua anima gemella. Per scelta o per casualità?
Sono single solo perchè non ho incontrato qualcuno che mi abbia fatto perdere la testa davvero, ma non per scelta.

SONO APERTI CASTING PER CINEMA, MODA E TV : 
http://iscrizione.castingufficiali.com/

gennaio 05, 2021

Antonia De Santo, protagonista del calendario Le Bellezze

Oggi intervistiamo Antonia De Santo, per conoscere meglio questa persona che proviene da Pomigliano D’Arco. 

Antonia De Santo è nata a Pomigliano D’Arco, in provincia di Napoli, e sin da bambina ha sognato a occhi aperti svogliando le pagine delle riviste di moda. Il suo sogno è quello di sfilare, di posare, di poter essere una musa di uno stilista. Può sembrare difficile ma lei ci metterà tutta se stessa per diventarlo.



Raccontaci delle tue esperienze nel campo della moda, tv o dello spettacolo.
La mia unica esperienza è stata il Calendario LE BELLEZZE di Vogue top model agency; è stata un’opportunità che mi ha fatto capire di trovarmi a mio agio in questo “mondo”.

Come si è svolto il tuo primo casting?
Il mio primo casting è stato online; mi sono iscritta su un sito  di Vogue e poco dopo sono stata contattata dal signor Paganelli per partecipare al Calendario LE BELLEZZE.

Quali sono le tue ambizioni in questo settore?
Nella mia vita vorrei poter sfilare per i più importanti marchi di moda ma adoro anche il lavoro di mio padre, quindi non mi dispiacerebbe portare avanti l’azienda di famiglia e diventare un’imprenditrice.

Quale personaggio dello spettacolo ti ispira?
Sono molto inspirata da Naomi Campbell perché secondo i miei pareri è un icona della moda e ha la catwalk più bella di sempre.


Parlaci del tuo look
Il mio look è casual, adoro i jeans e le scarpette comode ma mi sento a mio agio anche con un vestito elegante e un paio di tacchi alti.

Sappiamo che hai già trovato la tua anima gemella. Cosa ne pensa di questa tua passione nel mondo dello spettacolo, moda e tv?
Inizialmente era contrario perché preoccupato di non poter essermi sempre vicino, poi ha iniziato a tranquillizzarsi e ad accettare questo mio sogno.

Credi che il raggiungere il tuo sogno possa renderti felice?
Credo che la felicità non esista davvero; ci sono attimi in cui ci estraniamo dai nostri problemi e siamo spensierati...questo è il sentimento più vicino alla felicità.            Io voglio diventare una modella perché sfilare e posare mi rende “viva”. La mia paura più grande è arrivare a una tarda età e rendermi conto di non aver fatto nulla di quello che volevo nella vita. La vita è una sola e sarebbe da stupidi sprecarla.



Non ci resta che salutarti e augurarti in bocca al lupo per il tuo futuro!
Team Cronaca Spettacolo

giovedì 29 ottobre 2020

ottobre 29, 2020

Fabio Luconi, in distribuzione con "Ritornerà"

 Fabio Luconi << Debutto discografico con il brano Ritornerà, un singolo che parla di speranza, amori e ritorni >> 


Debutto discografico per Fabio Luconi, artista siciliano, con già alle spalle due singoli “Cielo Spento” “Sogni nel cassetto”

Fabio Luconi, 28 anni, originario di Balestrate, in provincia di Palermo, si avvicina alla musica fin da piccolo. A 14 anni, frequenta l'istituto Tecnico, e collabora ad un progetto sulla Shoah, scrivendo delle poesie, vincendone un concorso nazionale, la sua poesia viene trasmessa da Radio Rai2. A 16 anni comincia ad appassionarsi al mondo del teatro e dei musical e inizia a studiare da autodidatta, in futuro prenderà lezioni di canto, e musica. L’artista vanta diverse esperienze in ambito musicale, nel 2018 s’iscrive ad Area Sanremo Tour arrivando alle semifinali Nazionali, presentando il proprio Inedito dal titolo “Cielo Spento” pubblicato circa un anno fa in tutte le piattaforme digitali musicali. S’iscrive al Sanremo New Talent Summer Edition 2019, e si classifica Finalista di Categoria. Come finalista di categoria avrà diritto ad esibirsi e gareggiare per la finale di Sanremo New Talent Winter Edition 2020 presso Casa Sanremo durante il periodo del Festival di Sanremo 70, con il suo secondo singolo “Sogni nel cassetto”, uscito a febbraio 2020 in tutti i Digital store. Il nuovo singolo “Ritornerà” è il primo singolo sotto contratto con l'etichetta discografica “Star Century”. Il nuovo singolo è certamente una storia d’amore e l'artista affida alla musica il compito di trasmettere il suo messaggio di speranza in questo mondo che sembra che si stia allontanando sempre più dal concetto dell'amore vero, in quanto l’amore, secondo il suo punto di vista è la sola medicina in grado di debellare ogni genere di male, ed è sempre l’amore, questa volta per la musica, il sentimento che gli ha fatto compagnia in questo lungo periodo intenso, dove nasce il progetto di “ Ritornerà”.

martedì 13 ottobre 2020

ottobre 13, 2020

Intervista alla fotomodella Franchesca Tejada




Oggi intervistiamo Franchesca Tejada, per conoscere meglio questo "personaggio". 
Franchesca tejada è nata a santo Domingo ed è venuta in Italia all’ etá di 4 anni e mezzo. È sempre stata una ragazza sicura di se, altruista, testarda e molto orgogliosa e quando vuole qualcosa fa di tutto per ottenerlo. Un giorno all’ età di 10 anni circa mentre cercava un programma sulla tele trovó America top Model e da quel giorno si innamorò di tutto ciò che riguarda la moda, cercando poi da grande di far sì che questo diventi il suo lavoro. 

Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
No. 

Le tue ambizioni. 
Lavorare nel campo della moda e laurearmi come psicologa-criminologa. 

Un personaggio che ti ispira. 
Naomi Campbell. 

Descrivi il tuo look. 
Di giorno molto sportivo La sera elegante e raffinata 

Tuoi pregi e difetti. 
Pregio, mi piace aiutare le persone 
Difetto, troppo schietta



martedì 6 ottobre 2020

ottobre 06, 2020

Mara Venier annuncia: "E' il mio ultimo anno in tivù"

Mara Venier annuncia: "Ancora un anno in tv e poi posso ritirarmi"


Anni e anni di carriera, ma ora è tempo di bilanci  e di progetti per il futuro per Mara Venier. Al termine di una stagione di 'Domenica In' più complicata delle altre e segnata dall'emergenza coronavirus, l'attrice e conduttrice Rai pensa già alla prossima stagione e svela le sue intenzioni: "Ancora un anno in tv e poi posso ritirarmi". 

Stefano De Martino a Domenica In: il desiderio di Mara Venier

Nonostante le complicazioni dovute alla crisi sanitaria, quest'anno la Venier ha raggiunto risultati eccellenti, arrivando a sfiorare il 22 per cento di share. E così a gran richiesta si aspetta il ritorno della nuova edizione, tanto che già dalla prossima settimana, a casa sua, cominceranno già le riunioni per mettere a punto la prossima edizione del contenitore domenicale. "Avevo pensato di rifare il gruppone, come nelle mie prime edizioni - rivela a Il Messaggero - Non ho ancora le idee chiare anche se una cosa l'ho capita: il format sono io. Mi piacerebbe avere un cast fisso e amici con cui condividere qualche domenica. E manterrò e interviste. Con me vorrei Stefano De Martino, una vera rivoluzione". 

Il futuro: è l'ultima sua stagione televisiva, poi si ritira

Le sue parole sono state chiare: "Non mi vedo in ruoli di potere. Credo che finirò con Domenica In e poi arrivederci", ha risposto Mara a domanda specifica su un eventuale ruolo da dirigente. Quindi dopo Domenica In potrebbe salutare gli studi televisivi: "Ma quanto volete farmi lavorare? Io la mia bella soddisfazione me la sono già presa quest'anno e mi basta. Alla faccia di chi voleva mandarmi via perché ero vecchia", ironizza la conduttrice. L'intenzione di Mara è, insomma, quella di godersi appieno questo ultimo anno televisivo per poi dedicarsi agli affetti: il marito Nicola Carraro, i figli e i nipoti, Claudietto in particolare, ultimo arrivato in famiglia e adorato dalla nonna. 

Ma la Venier spezza anche una lancia in favore delle nuove leve della tv. Ecco chi è la sua preferita: "Andrea Delogu ha carattere e personalità, mi piace", dice a proposito della nuova conduttrice della Vita in Diretta Estate.
ottobre 06, 2020

Produrre un disco? Non basta l'idea!

Una copertina di uno dei maggiori artisti dance anni 90 : SNAP


"Produrre un disco? Basta l'idea". Questo era il titolo di un intervista fatta a Devis Paganelli nel 1992, pubblicata sul magazine TREND, tra i più diffusi in edicola in quel periodo. Erano gli anni '90, con un mercato discografico in pieno boom di vendite. Si vendevano i dischi in vinile, non c'era internet. Oggi non è più così, l'idea non basta più.
In quel periodo storico chi voleva ascoltare il brano preferito doveva comprarsi il disco o la cassettina con la compilation preferita.   In pochi eletti, riuscivano a farsi produrre, impossibile prodursi in maniera indipendente in quanto poi difficile era la distribuzione senza un forte distributore (che era anche produttore quindi difficilmente distribuiva terzi incomodi). La dance era monopolizzata da etichette all'epoca celebri come Discomagic (lo storico Lombardoni) o New Music (l'indimenticato Pippo Landro), con le loro compilation stra vendute e con milioni di copie diffuse in tutto il mondo. Ci si presentava da loro, i "Remida" della discografia dance, per proporre il proprio master pronto per la produzione e se a loro andava bene, in una settimana il disco era nei negozi. Prima stampa 1000 copie rigorosamente in vinile e poi si vedrà! All'artista? Mille lire a copia venduta.
Purtroppo spesso accadeva che di dischi se ne vendevano tanti e spesso ne pagavano pochi. Accadeva anche che i produttori in questione, vendessero le licenze per pubblicare il brano su decine di compilation senza che arrivasse nulla all'ignaro artista (che scopriva delle licenze, dai compensi SIAE che riportavano appunto "royalties da licenze"), ma alla fine andava bene così. Funzionava tutto bene e i dischi si vendevano. Con l'arrivo di internet, è cambiata l'epoca. Da Napster in poi, dove la musica ha iniziato a girare "gratis", finendo per diventare, quella di non comprare dischi, una consuetudine comune. I dischi non si comprano ora, si ascoltano direttamente. E quindi il business dove sta?
Incontriamo Devis Paganelli, manager di svariati personaggi della tv, preidente onorario del CIP Coordinamento Italiano Professionisti della Moda e dello Spettacolo, talent scout nonché Console italiano della ONG-Italia. Scopriamo con lui come diventare una celebrity in questo ambiente.

Le famose cassettine con le compilation

Ogni anno, vengono sfornati milioni di singoli sui digital stores di tutto il mondo, pubblicati da artisti o presunti tali, che autonomamente o con l'appoggio di etichette discografiche, si affacciano a questo business senza confini. Ma è davvero un mondo con facili guadagni e semplice notorietà? 
Assolutamente no. Se qualche decina di anni fa, vigeva il detto "Uno su mille ce la fa", oggi possiamo tranquillamente dire "Uno su centomila ce la fa".
All'epoca, infatti, non c'erano le possibilità di oggi. Oggi basta un computer e un microfono e chiunque può mettere online le proprie idee. Soltanto pochi eletti fino a dieci anni fa arrivavano davanti al produttore discografico e tra questi pochi eletti, alcuni pochissimi eletti riuscivano a fare strada.

I produttori investivano molto negli artisti.
Non è più così. Una volta le case discografiche, le Major, se trovavano l'artista gestibile e con talento, mettevano sul piatto soldoni. Sapevano che investendo su 100 artisti, poi quei 3 o 4 che ottenevano risultati, coprivano i costi di tutti i 100 artisti e sopratutto facevano guadagnare tanto l'etichetta.

Devis Paganelli
Presidente del Coordinamento Professionisti della Moda e dello Spettacolo


E oggi?
Oggi le Major investono direttamente sui 3 o 4 che già in autonomia hanno saputo ottenere risultati. Vanno a pescare coloro che hanno saputo raccogliere consenso in autonomia, oppure producendo i vincitori dei talent show, così da poter contare sul gradimento del pubblico immediatamente. E se va male quello, avanti un altro. L'anno dopo, un altro artista, vincitore del talent show, da spremere fino all'osso. Oggi funziona così.

Quindi gli artisti che vogliono provare questo percorso nella propria vita cosa devono fare?
Ovviamente emergono coloro che hanno spirito d'intraprendenza. Quelli che sanno studiare i social network sfruttandone le potenzialità, pubblicando materiale buono, lavorato, senza improvvisare nulla. Quelli che gestiscono la propria immagine, il look, i brani. Che inviano le uscite ai curatori di playlist, che fanno arrivare il brano alle radio, inviano comunicati stampa, fanno interviste. Tutto questo ha dei costi e non tutti possono permetterselo.

Quindi sfonda chi ha i soldi?
Be intanto non posso dire che avere soldi da investire non serva. E' anche altrettanto ovvio che avere tanti soldi da investire se manca talento, intraprendenza e potenzialità, non porterà molto lontano.
Chi ha l'opportunità di investire, deve saper investire in maniera adeguata e ponderata, partendo dal presupposto che non esiste una bibbia sul come diventare famosi. Nemmeno i più importanti e celebri talent scout possono dire "so io come si fa". Però alcune regole basilari esistono o meglio chiamiamoli ingredienti.

Entriamo nel concreto. Cosa deve fare un musicista o cantante che vuole fare strada.
La domanda lascia presumere che ci sia una risposta semplicistica che può dare una ricetta perfetta. Non è così facile, ma cerco di dare alcuni spunti.
Intanto, non fare tutto da soli. E' sbagliato. Affidarsi ad una etichetta indipendente che può supportare nell'operatività, diffidando di quelle imprese che si spacciano da etichette discografiche, con il solo scopo di spennare chi ambisce a fare strada nella musica. Quindi prima regola : l'etichetta deve essere un supporto per pubblicare/distribuire materiale e dare supporto nell'eventuale promozione. I costi solitamente li sostiene l'artista che vuole promuoversi e l'etichetta offre un ventaglio di opportunità mai obbligatorie.

Tutto qui?
Questo è il primo punto. Se l'artista ha un budget importante da investire in termini di promozione, si può pensare alla distribuzione di un album. Ma se non ci sono grandi budget, meglio puntare sulla distribuzione di un brano al mese per svariati mesi. Si raggiunge un miglior pubblico. Con l'etichetta distribuire sui negozi digitali, in base alle alternative che propone l'etichetta, evitando di fare da soli con gli aggregatori, perché si da l'idea dell'improvvisazione. L'immagine è tutto ricordiamocelo.

Come promuoversi?
Importante, far inviare dall'etichetta, il brano alle radio, meglio tutte quelle possibili per poi cercare di raggiungere qualche playlist spotify. Uscire con qualche articolo su portali nazionali per creare curriculum da inserire nei comunicati stampa.  E poi, ci vuole lo spirito d'iniziativa, che non può essere insegnato.

Ma fino ad ora non ha parlato di talento?
Nulla di tutto quello che ho detto ha alcun valore se non c'è talento. Senza talento inutile fare nulla. Così come, inutile mettersi in gioco, se non c'è la convinzione, che una delle variabili più importanti della "ricetta del successo" è il fattore C, che per non cadere nel volgare chiameremo "fortuna".

E qual'è la sua ricetta?
10% talento, 10% ambizione, 10% tenacia, 10% gestibilità, 10% disponibilità economiche poche o tante che siano, 50% fattore "C".
 
Gestibilità?
Per molti produttori, talent scout, manager di qualsiasi settore, uno degli aspetti fondamentali per valutare interessante o meno un collaboratore è quello della gestibilità.
Inutile avere per le mani un brano artista, tenace, ambizioso, con tanto talento e magari anche con la possibilità di investire su di se, se questo è ingestibile! Potrà avere una botta di fattore C, ma a breve, nessuno vorrà avere a che fare con il soggetto non gestibile.

Ha casi da ricordare?
A decine. Nel mio percorso professionale, con decine di artisti nati dal nulla e arrivati alla ribalta (solo Pippo Baudo si lasciava andare nell'esultare "l'ho inventato io", quando nella gran parte dei casi chi opera nel nostro campo, per motivi legati ad aspetti contrattuali mai promuove i volti portati al successo), ne ho conosciuti altrettanti che arrivati alle stelle, sono tornati alle stalle.

Senza fare nomi può fare esempi?
Racconto situazioni che intenderemo essere favole e metafore, per evitare di lasciar intendere di chi si parla. Posso fare l'esempio di qualcuno che magari, dal nulla, ha portato una propria demo alla mia attenzione e che, grazie al mio contributo, è arrivato alla diffusione capillare di un proprio brano dance a livello europeo, scalando classifiche e arrivando su palchi importanti addirittura con star internazionali per poi, dopo aver sperperato tutti i guadagni, tornare ad essere un piccolo personaggio provinciale, senza ne arte ne parte. Il difetto? Era ingestibile. Non solo all'inizio, ma sopratutto dopo. Quando il successo ti porta a ritenerti al di sopra degli altri. 

Questo può capitare a tutti, forse non è l'esempio più calzante.
Questo è solo uno dei tanti esempi. Un altra situazione che mi viene in mente, è quella di un artista italiano, giovanissimo, che grazie alle giuste iniziative intraprese, siamo riusciti a portare a risalto fino a calcare il palco di una famosa trasmissione tv e fino al palco musicale canoro più famoso in Italia in onda RAI. Già con un tour concretizzato e con fatturati milionari. Però talmente ingestibile, dall'essere abbandonato proprio nei giorni in cui si stava esibendo su questo palco. Ed è finito nel dimenticatoio perché appunto, da solo l'artista non può sopravvivere.
Potrei fare tanti nomi che comunque tutti conoscono e che mai sognerebbero pensare essere finiti nella rubrica degli artisti da lasciar perdere, che tutti gli addetti al settore conservano.

E' comunque un mondo pieno di serpenti questo. Anche l'artista non sa mai dove sta la truffa e dove sta la persona giusta.
Il 99% sono truffe o comunque cose inutili, quindi è comprensibile. Ciò che è importante per gli artisti è intanto, non pagare per cose che si possono fare da soli e parlo di ingaggiare studi di registrazione, ingaggiare turnisti, acquistare spazi pubblicitari sui social network, pagine pubblicitarie a meno che l'etichetta non offra condizioni migliori ovviamente.
L'etichetta deve solo proporre extra discrezionali ed eventualmente proporre costi distributivi a condizioni di privilegio con servizi complementari inclusi (grafica copertina, gestione, invio alle radio, ecc). Diffidare di chi afferma : diventerai famoso, otterrai guadagni, farai tante serate come artista vip. Sono tutte fregature. Non esiste nessuno e dico nessuno che può garantire queste cose.

Per ottenere risultati basta andare da chi già ha lanciato altri personaggi?
Questo fa ridere. Molto. Ci sono molti manager che sono diventati manager dall'oggi al domani, aiutando e supportando artisti che prima non erano nessuno. E l'hanno fatto senza aver mai lanciato alcun personaggio diventato noto prima. Ciò dimostra che questa regola è sciocca.  Ci sono poi centinaia di manager che gestiscono volti già noti ma che continuano ad illudere migliaia di newface o newtalent, con fumo negli occhi, facendo credere all'artista che sarà lui la prossima "star". 

Ma si guadagna alla fine con la discografia?
No. I guadagni sono nel live. Gli artisti, inclusi i big, i soldoni li vedono nei concerti e nelle ospitate o meglio nei più diffusi showcases. I dischi si producono per avere materiale da esibire nei live. Chi andrebbe ad un concerto già visto e rivisto senza novità? 
Se il disco tira, ci saranno tante location, pronte a strapagare per avere l'artista dal vivo. E qui stanno i guadagni. Guadagni che appunto, attirano le etichette pronte a distribuire chi ha potenzialità. 

Per concludere. Un suggerimento con la sintesi, di un mini vademecum per procedere in questo settore?
1- Studia! Non improvvisarti. Se non conosci la musica, impara almeno bene il software per fare musica, coinvolgi arrangiatori, musicisti. Se conosci la musica, coinvolgi chi è bravo nei social e nel resto.
2- Invia un brano finito pronto per la distribuzione a quelle etichette che ritieni interessanti o affidabili (pure io ne conosco assai poche lo ammetto). Valuta la loro proposta. Non pagare se ti chiedono di pagare obbligatoriamente dei servizi extra per distribuirti. Limitati all'eventuale costo di distribuzione del brano che può variare dai €10 ai €100.
3- Non distribuire da solo i tuoi brani. Non fa bene alla tua immagine. Farlo da soli inserendo il nome finto di un etichetta finta o inventata, non presente sul mercato, ti fa fare pessima figura.
4- Cerca di pubblicare tanto materiale, ma solo selezionato, curato, realizzato con cura. Dalla musica, all'arrangiamento, ai testi, alla grafica della copertina.
5- Se devi pubblicare un video, fallo fatto bene o meglio non farlo. Meglio l'immagine della tua copertina con la musica di sottofondo che un video fatto male.
6- Invia il brano ai curatori delle playlist su Spotify e su Youtube.
7- Invia il brano alle radio.
8- Fai uscire qualche articolo su portali nazionali che parli del brano e di te
9- Se puoi fai uscire un intervista su un giornale nazionale
10- Cerca di capire se questa è veramente la tua strada. Datti un tempo e un termine per provarci e se non ci riesci, passa ad altro!
I punti 3,4,5,6,7,8,9 puoi spesso definirli con la tua etichetta di fiducia che potrà suggerirti le condizioni migliori. E ricorda, non investire somme che non puoi permetterti. 
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