giovedì 29 ottobre 2020

ottobre 29, 2020

Fabio Luconi, in distribuzione con "Ritornerà"

 Fabio Luconi << Debutto discografico con il brano Ritornerà, un singolo che parla di speranza, amori e ritorni >> 


Debutto discografico per Fabio Luconi, artista siciliano, con già alle spalle due singoli “Cielo Spento” “Sogni nel cassetto”

Fabio Luconi, 28 anni, originario di Balestrate, in provincia di Palermo, si avvicina alla musica fin da piccolo. A 14 anni, frequenta l'istituto Tecnico, e collabora ad un progetto sulla Shoah, scrivendo delle poesie, vincendone un concorso nazionale, la sua poesia viene trasmessa da Radio Rai2. A 16 anni comincia ad appassionarsi al mondo del teatro e dei musical e inizia a studiare da autodidatta, in futuro prenderà lezioni di canto, e musica. L’artista vanta diverse esperienze in ambito musicale, nel 2018 s’iscrive ad Area Sanremo Tour arrivando alle semifinali Nazionali, presentando il proprio Inedito dal titolo “Cielo Spento” pubblicato circa un anno fa in tutte le piattaforme digitali musicali. S’iscrive al Sanremo New Talent Summer Edition 2019, e si classifica Finalista di Categoria. Come finalista di categoria avrà diritto ad esibirsi e gareggiare per la finale di Sanremo New Talent Winter Edition 2020 presso Casa Sanremo durante il periodo del Festival di Sanremo 70, con il suo secondo singolo “Sogni nel cassetto”, uscito a febbraio 2020 in tutti i Digital store. Il nuovo singolo “Ritornerà” è il primo singolo sotto contratto con l'etichetta discografica “Star Century”. Il nuovo singolo è certamente una storia d’amore e l'artista affida alla musica il compito di trasmettere il suo messaggio di speranza in questo mondo che sembra che si stia allontanando sempre più dal concetto dell'amore vero, in quanto l’amore, secondo il suo punto di vista è la sola medicina in grado di debellare ogni genere di male, ed è sempre l’amore, questa volta per la musica, il sentimento che gli ha fatto compagnia in questo lungo periodo intenso, dove nasce il progetto di “ Ritornerà”.

martedì 13 ottobre 2020

ottobre 13, 2020

Intervista alla fotomodella Franchesca Tejada




Oggi intervistiamo Franchesca Tejada, per conoscere meglio questo "personaggio". 
Franchesca tejada è nata a santo Domingo ed è venuta in Italia all’ etá di 4 anni e mezzo. È sempre stata una ragazza sicura di se, altruista, testarda e molto orgogliosa e quando vuole qualcosa fa di tutto per ottenerlo. Un giorno all’ età di 10 anni circa mentre cercava un programma sulla tele trovó America top Model e da quel giorno si innamorò di tutto ciò che riguarda la moda, cercando poi da grande di far sì che questo diventi il suo lavoro. 

Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
No. 

Le tue ambizioni. 
Lavorare nel campo della moda e laurearmi come psicologa-criminologa. 

Un personaggio che ti ispira. 
Naomi Campbell. 

Descrivi il tuo look. 
Di giorno molto sportivo La sera elegante e raffinata 

Tuoi pregi e difetti. 
Pregio, mi piace aiutare le persone 
Difetto, troppo schietta



martedì 6 ottobre 2020

ottobre 06, 2020

Mara Venier annuncia: "E' il mio ultimo anno in tivù"

Mara Venier annuncia: "Ancora un anno in tv e poi posso ritirarmi"


Anni e anni di carriera, ma ora è tempo di bilanci  e di progetti per il futuro per Mara Venier. Al termine di una stagione di 'Domenica In' più complicata delle altre e segnata dall'emergenza coronavirus, l'attrice e conduttrice Rai pensa già alla prossima stagione e svela le sue intenzioni: "Ancora un anno in tv e poi posso ritirarmi". 

Stefano De Martino a Domenica In: il desiderio di Mara Venier

Nonostante le complicazioni dovute alla crisi sanitaria, quest'anno la Venier ha raggiunto risultati eccellenti, arrivando a sfiorare il 22 per cento di share. E così a gran richiesta si aspetta il ritorno della nuova edizione, tanto che già dalla prossima settimana, a casa sua, cominceranno già le riunioni per mettere a punto la prossima edizione del contenitore domenicale. "Avevo pensato di rifare il gruppone, come nelle mie prime edizioni - rivela a Il Messaggero - Non ho ancora le idee chiare anche se una cosa l'ho capita: il format sono io. Mi piacerebbe avere un cast fisso e amici con cui condividere qualche domenica. E manterrò e interviste. Con me vorrei Stefano De Martino, una vera rivoluzione". 

Il futuro: è l'ultima sua stagione televisiva, poi si ritira

Le sue parole sono state chiare: "Non mi vedo in ruoli di potere. Credo che finirò con Domenica In e poi arrivederci", ha risposto Mara a domanda specifica su un eventuale ruolo da dirigente. Quindi dopo Domenica In potrebbe salutare gli studi televisivi: "Ma quanto volete farmi lavorare? Io la mia bella soddisfazione me la sono già presa quest'anno e mi basta. Alla faccia di chi voleva mandarmi via perché ero vecchia", ironizza la conduttrice. L'intenzione di Mara è, insomma, quella di godersi appieno questo ultimo anno televisivo per poi dedicarsi agli affetti: il marito Nicola Carraro, i figli e i nipoti, Claudietto in particolare, ultimo arrivato in famiglia e adorato dalla nonna. 

Ma la Venier spezza anche una lancia in favore delle nuove leve della tv. Ecco chi è la sua preferita: "Andrea Delogu ha carattere e personalità, mi piace", dice a proposito della nuova conduttrice della Vita in Diretta Estate.
ottobre 06, 2020

Produrre un disco? Non basta l'idea!

Una copertina di uno dei maggiori artisti dance anni 90 : SNAP


"Produrre un disco? Basta l'idea". Questo era il titolo di un intervista fatta a Devis Paganelli nel 1992, pubblicata sul magazine TREND, tra i più diffusi in edicola in quel periodo. Erano gli anni '90, con un mercato discografico in pieno boom di vendite. Si vendevano i dischi in vinile, non c'era internet. Oggi non è più così, l'idea non basta più.
In quel periodo storico chi voleva ascoltare il brano preferito doveva comprarsi il disco o la cassettina con la compilation preferita.   In pochi eletti, riuscivano a farsi produrre, impossibile prodursi in maniera indipendente in quanto poi difficile era la distribuzione senza un forte distributore (che era anche produttore quindi difficilmente distribuiva terzi incomodi). La dance era monopolizzata da etichette all'epoca celebri come Discomagic (lo storico Lombardoni) o New Music (l'indimenticato Pippo Landro), con le loro compilation stra vendute e con milioni di copie diffuse in tutto il mondo. Ci si presentava da loro, i "Remida" della discografia dance, per proporre il proprio master pronto per la produzione e se a loro andava bene, in una settimana il disco era nei negozi. Prima stampa 1000 copie rigorosamente in vinile e poi si vedrà! All'artista? Mille lire a copia venduta.
Purtroppo spesso accadeva che di dischi se ne vendevano tanti e spesso ne pagavano pochi. Accadeva anche che i produttori in questione, vendessero le licenze per pubblicare il brano su decine di compilation senza che arrivasse nulla all'ignaro artista (che scopriva delle licenze, dai compensi SIAE che riportavano appunto "royalties da licenze"), ma alla fine andava bene così. Funzionava tutto bene e i dischi si vendevano. Con l'arrivo di internet, è cambiata l'epoca. Da Napster in poi, dove la musica ha iniziato a girare "gratis", finendo per diventare, quella di non comprare dischi, una consuetudine comune. I dischi non si comprano ora, si ascoltano direttamente. E quindi il business dove sta?
Incontriamo Devis Paganelli, manager di svariati personaggi della tv, preidente onorario del CIP Coordinamento Italiano Professionisti della Moda e dello Spettacolo, talent scout nonché Console italiano della ONG-Italia. Scopriamo con lui come diventare una celebrity in questo ambiente.

Le famose cassettine con le compilation

Ogni anno, vengono sfornati milioni di singoli sui digital stores di tutto il mondo, pubblicati da artisti o presunti tali, che autonomamente o con l'appoggio di etichette discografiche, si affacciano a questo business senza confini. Ma è davvero un mondo con facili guadagni e semplice notorietà? 
Assolutamente no. Se qualche decina di anni fa, vigeva il detto "Uno su mille ce la fa", oggi possiamo tranquillamente dire "Uno su centomila ce la fa".
All'epoca, infatti, non c'erano le possibilità di oggi. Oggi basta un computer e un microfono e chiunque può mettere online le proprie idee. Soltanto pochi eletti fino a dieci anni fa arrivavano davanti al produttore discografico e tra questi pochi eletti, alcuni pochissimi eletti riuscivano a fare strada.

I produttori investivano molto negli artisti.
Non è più così. Una volta le case discografiche, le Major, se trovavano l'artista gestibile e con talento, mettevano sul piatto soldoni. Sapevano che investendo su 100 artisti, poi quei 3 o 4 che ottenevano risultati, coprivano i costi di tutti i 100 artisti e sopratutto facevano guadagnare tanto l'etichetta.

Devis Paganelli
Presidente del Coordinamento Professionisti della Moda e dello Spettacolo


E oggi?
Oggi le Major investono direttamente sui 3 o 4 che già in autonomia hanno saputo ottenere risultati. Vanno a pescare coloro che hanno saputo raccogliere consenso in autonomia, oppure producendo i vincitori dei talent show, così da poter contare sul gradimento del pubblico immediatamente. E se va male quello, avanti un altro. L'anno dopo, un altro artista, vincitore del talent show, da spremere fino all'osso. Oggi funziona così.

Quindi gli artisti che vogliono provare questo percorso nella propria vita cosa devono fare?
Ovviamente emergono coloro che hanno spirito d'intraprendenza. Quelli che sanno studiare i social network sfruttandone le potenzialità, pubblicando materiale buono, lavorato, senza improvvisare nulla. Quelli che gestiscono la propria immagine, il look, i brani. Che inviano le uscite ai curatori di playlist, che fanno arrivare il brano alle radio, inviano comunicati stampa, fanno interviste. Tutto questo ha dei costi e non tutti possono permetterselo.

Quindi sfonda chi ha i soldi?
Be intanto non posso dire che avere soldi da investire non serva. E' anche altrettanto ovvio che avere tanti soldi da investire se manca talento, intraprendenza e potenzialità, non porterà molto lontano.
Chi ha l'opportunità di investire, deve saper investire in maniera adeguata e ponderata, partendo dal presupposto che non esiste una bibbia sul come diventare famosi. Nemmeno i più importanti e celebri talent scout possono dire "so io come si fa". Però alcune regole basilari esistono o meglio chiamiamoli ingredienti.

Entriamo nel concreto. Cosa deve fare un musicista o cantante che vuole fare strada.
La domanda lascia presumere che ci sia una risposta semplicistica che può dare una ricetta perfetta. Non è così facile, ma cerco di dare alcuni spunti.
Intanto, non fare tutto da soli. E' sbagliato. Affidarsi ad una etichetta indipendente che può supportare nell'operatività, diffidando di quelle imprese che si spacciano da etichette discografiche, con il solo scopo di spennare chi ambisce a fare strada nella musica. Quindi prima regola : l'etichetta deve essere un supporto per pubblicare/distribuire materiale e dare supporto nell'eventuale promozione. I costi solitamente li sostiene l'artista che vuole promuoversi e l'etichetta offre un ventaglio di opportunità mai obbligatorie.

Tutto qui?
Questo è il primo punto. Se l'artista ha un budget importante da investire in termini di promozione, si può pensare alla distribuzione di un album. Ma se non ci sono grandi budget, meglio puntare sulla distribuzione di un brano al mese per svariati mesi. Si raggiunge un miglior pubblico. Con l'etichetta distribuire sui negozi digitali, in base alle alternative che propone l'etichetta, evitando di fare da soli con gli aggregatori, perché si da l'idea dell'improvvisazione. L'immagine è tutto ricordiamocelo.

Come promuoversi?
Importante, far inviare dall'etichetta, il brano alle radio, meglio tutte quelle possibili per poi cercare di raggiungere qualche playlist spotify. Uscire con qualche articolo su portali nazionali per creare curriculum da inserire nei comunicati stampa.  E poi, ci vuole lo spirito d'iniziativa, che non può essere insegnato.

Ma fino ad ora non ha parlato di talento?
Nulla di tutto quello che ho detto ha alcun valore se non c'è talento. Senza talento inutile fare nulla. Così come, inutile mettersi in gioco, se non c'è la convinzione, che una delle variabili più importanti della "ricetta del successo" è il fattore C, che per non cadere nel volgare chiameremo "fortuna".

E qual'è la sua ricetta?
10% talento, 10% ambizione, 10% tenacia, 10% gestibilità, 10% disponibilità economiche poche o tante che siano, 50% fattore "C".
 
Gestibilità?
Per molti produttori, talent scout, manager di qualsiasi settore, uno degli aspetti fondamentali per valutare interessante o meno un collaboratore è quello della gestibilità.
Inutile avere per le mani un brano artista, tenace, ambizioso, con tanto talento e magari anche con la possibilità di investire su di se, se questo è ingestibile! Potrà avere una botta di fattore C, ma a breve, nessuno vorrà avere a che fare con il soggetto non gestibile.

Ha casi da ricordare?
A decine. Nel mio percorso professionale, con decine di artisti nati dal nulla e arrivati alla ribalta (solo Pippo Baudo si lasciava andare nell'esultare "l'ho inventato io", quando nella gran parte dei casi chi opera nel nostro campo, per motivi legati ad aspetti contrattuali mai promuove i volti portati al successo), ne ho conosciuti altrettanti che arrivati alle stelle, sono tornati alle stalle.

Senza fare nomi può fare esempi?
Racconto situazioni che intenderemo essere favole e metafore, per evitare di lasciar intendere di chi si parla. Posso fare l'esempio di qualcuno che magari, dal nulla, ha portato una propria demo alla mia attenzione e che, grazie al mio contributo, è arrivato alla diffusione capillare di un proprio brano dance a livello europeo, scalando classifiche e arrivando su palchi importanti addirittura con star internazionali per poi, dopo aver sperperato tutti i guadagni, tornare ad essere un piccolo personaggio provinciale, senza ne arte ne parte. Il difetto? Era ingestibile. Non solo all'inizio, ma sopratutto dopo. Quando il successo ti porta a ritenerti al di sopra degli altri. 

Questo può capitare a tutti, forse non è l'esempio più calzante.
Questo è solo uno dei tanti esempi. Un altra situazione che mi viene in mente, è quella di un artista italiano, giovanissimo, che grazie alle giuste iniziative intraprese, siamo riusciti a portare a risalto fino a calcare il palco di una famosa trasmissione tv e fino al palco musicale canoro più famoso in Italia in onda RAI. Già con un tour concretizzato e con fatturati milionari. Però talmente ingestibile, dall'essere abbandonato proprio nei giorni in cui si stava esibendo su questo palco. Ed è finito nel dimenticatoio perché appunto, da solo l'artista non può sopravvivere.
Potrei fare tanti nomi che comunque tutti conoscono e che mai sognerebbero pensare essere finiti nella rubrica degli artisti da lasciar perdere, che tutti gli addetti al settore conservano.

E' comunque un mondo pieno di serpenti questo. Anche l'artista non sa mai dove sta la truffa e dove sta la persona giusta.
Il 99% sono truffe o comunque cose inutili, quindi è comprensibile. Ciò che è importante per gli artisti è intanto, non pagare per cose che si possono fare da soli e parlo di ingaggiare studi di registrazione, ingaggiare turnisti, acquistare spazi pubblicitari sui social network, pagine pubblicitarie a meno che l'etichetta non offra condizioni migliori ovviamente.
L'etichetta deve solo proporre extra discrezionali ed eventualmente proporre costi distributivi a condizioni di privilegio con servizi complementari inclusi (grafica copertina, gestione, invio alle radio, ecc). Diffidare di chi afferma : diventerai famoso, otterrai guadagni, farai tante serate come artista vip. Sono tutte fregature. Non esiste nessuno e dico nessuno che può garantire queste cose.

Per ottenere risultati basta andare da chi già ha lanciato altri personaggi?
Questo fa ridere. Molto. Ci sono molti manager che sono diventati manager dall'oggi al domani, aiutando e supportando artisti che prima non erano nessuno. E l'hanno fatto senza aver mai lanciato alcun personaggio diventato noto prima. Ciò dimostra che questa regola è sciocca.  Ci sono poi centinaia di manager che gestiscono volti già noti ma che continuano ad illudere migliaia di newface o newtalent, con fumo negli occhi, facendo credere all'artista che sarà lui la prossima "star". 

Ma si guadagna alla fine con la discografia?
No. I guadagni sono nel live. Gli artisti, inclusi i big, i soldoni li vedono nei concerti e nelle ospitate o meglio nei più diffusi showcases. I dischi si producono per avere materiale da esibire nei live. Chi andrebbe ad un concerto già visto e rivisto senza novità? 
Se il disco tira, ci saranno tante location, pronte a strapagare per avere l'artista dal vivo. E qui stanno i guadagni. Guadagni che appunto, attirano le etichette pronte a distribuire chi ha potenzialità. 

Per concludere. Un suggerimento con la sintesi, di un mini vademecum per procedere in questo settore?
1- Studia! Non improvvisarti. Se non conosci la musica, impara almeno bene il software per fare musica, coinvolgi arrangiatori, musicisti. Se conosci la musica, coinvolgi chi è bravo nei social e nel resto.
2- Invia un brano finito pronto per la distribuzione a quelle etichette che ritieni interessanti o affidabili (pure io ne conosco assai poche lo ammetto). Valuta la loro proposta. Non pagare se ti chiedono di pagare obbligatoriamente dei servizi extra per distribuirti. Limitati all'eventuale costo di distribuzione del brano che può variare dai €10 ai €100.
3- Non distribuire da solo i tuoi brani. Non fa bene alla tua immagine. Farlo da soli inserendo il nome finto di un etichetta finta o inventata, non presente sul mercato, ti fa fare pessima figura.
4- Cerca di pubblicare tanto materiale, ma solo selezionato, curato, realizzato con cura. Dalla musica, all'arrangiamento, ai testi, alla grafica della copertina.
5- Se devi pubblicare un video, fallo fatto bene o meglio non farlo. Meglio l'immagine della tua copertina con la musica di sottofondo che un video fatto male.
6- Invia il brano ai curatori delle playlist su Spotify e su Youtube.
7- Invia il brano alle radio.
8- Fai uscire qualche articolo su portali nazionali che parli del brano e di te
9- Se puoi fai uscire un intervista su un giornale nazionale
10- Cerca di capire se questa è veramente la tua strada. Datti un tempo e un termine per provarci e se non ci riesci, passa ad altro!
I punti 3,4,5,6,7,8,9 puoi spesso definirli con la tua etichetta di fiducia che potrà suggerirti le condizioni migliori. E ricorda, non investire somme che non puoi permetterti. 
ottobre 06, 2020

Gianni Rossi, il "Re del Red Carpet", scalda le piazze

Gianni Rossi è ormai il consolidato showman che accompagna i BIG sul prestigioso Red Carpet del Festival di Sanremo. Ogni anno, i personaggi più famosi e importanti calcano il tappeto rosso per approdare nelle "mani" della voce ufficiale che accompagna questo momento diventato ormai appuntamento fisso della mondanità sanremese. Il successo di questa idea nata diversi anni fa anche grazie a Vincenzo Russolillo, ha concesso l'opportunità a Gianni Rossi di diffondere ancora maggiormente il suo contest itinerante che tutto l'anno visita le più note località, con un "karaoke" di piazza che porta il nome della città ospitante. Il 3 e 4 novembre, lo showman sarà a Torino appunto con "Torino Canta", dove grazie ad un palco attrezzato di impianto audio e ledwall gigante, tutta la piazza potrà, con la conduzione, anzi l'animazione particolare e unica del "re del red carpet", cantare i brani più popolari e noti, per momenti di divertimento collettivo che hanno ormai entusiasmato centinaia di migliaia di persone in tutta Italia.
Devis Paganelli, "il boss italiano dei casting" produttore televisivo, ex direttore casting degli studi televisivi MTV di Milano, che l'ha conosciuto, lo ritiene un portento : "L'ho conosciuto in occasione del festival qualche anni fa, presentatomi dall'amico Vincenzo, Patron di Casa Sanremo l'hospitality ufficiale. Ho potuto vedere l'amico Gianni all'opera come si suol dire sul red carpet italiano probabilmente più famoso al mondo. Un artista, showman, conduttore come se ne trovano pochi anche nelle reti televisive ammiraglie. Ed è a questo suo talento nel saper dare energia ed entusiasmo alle iniziative, che deve il suo successo".
La "voce" della kermesse Gianno Rosso è anche molto social, rispondendo in prima persona ad amici e fan dalla pagina https://www.facebook.com/giannirossieventi/



ottobre 06, 2020

NEIV di nuovo in classifica con "I Ragazzi del Blocco"

Dopo la forte ascesa con i primi singoli "Nato Qua", "Alba e Tramonto" e "Revenant", due mesi fa Neiv, con l'accordo discografico di Star Century, ha distribuito in tutto il mondo il pezzo "Lasciami Perdere" con ottimo successo, per tornare in questi giorni in anteprima Spotify con il nuovissimo "I Ragazzi Del Blocco" con featuring dell'emergente $help
Il brano uscirà il 10 luglio in anteprima assoluta su Spotify e nei migliori digital store dal 15 luglio.



mercoledì 30 settembre 2020

settembre 30, 2020

Josef Loffredo e Lysabel, uniti dalla musica, anche sul palco di Sanremo Newtalent

Giuseppe Loffredo in arte Josef Loffredo nasce nel 1990. Fin da subito da sfogo alla passione per il canto, fin dal coro parrocchiale del suo paese dove grazie alla musica conosce Elisabetta Macrillò in arte Lysabel, lei classe '94 anch'essa inizia con la medesima passione. 


Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo?
Si alcune esperienze a livello canoro con la corale che fa parte del coro diocesano del mio paese,  per iniziare ad esibirmi individualmente con il primo casting canoro al Cantamondo Festival, e  partecipando poi al Tour Music Festival per due anni consecutivi nel 2017 singolarmente e nel 2018 in compagnia di Elisabetta Macrillò con rispettivi Cump. 

Altri contest?
Nel 2019 partecipo a Sanremo Discovery arrivando 3° categoria cantautore e nel 2020 partecipo a Fuoriclasse talent. Quest'anno ho preso parte a Sanremo Newtalent fasi nazionali insieme a Elisabetta Macrillò.

Le tue ambizioni.
Le mie ambizioni sono quelle di portare la mia musica per tutta Italia voglio far ascoltare il mio mondo attraverso la musica.

Un personaggio che ti ispira.
Il mio celebre personaggio che mi ispira tantissimo Eros Ramazzotti la sua carriera è unica

Descrivi il tuo look.
Il mio look è semplice come le mie canzoni lasciano un segno che ti rimane la curiosità di ascoltarle.

Tuoi pregi e difetti.
Il mio pregio è quello di saper essere sempre gentile, il difetto non prendere mai una posizione
settembre 30, 2020

Francesco "John" Padula, si ispira a Marracash e canta in "real rap"

Oggi intervistiamo Francesco Padula, per conoscere meglio questo "personaggio". 


Francesco Padula, ha 27 anni è un ragazzo appassionato di musica. Ha praticato e studiato batteria dall'età di 6 anni. Ispirato e conquistato dai miti della musica quali John Bonham, John Lennon e John Frusciante, ha iniziato a suonare ed ecco anche il perché del suo soprannome "John". 

Hai partecipato ad eventi musicali?
Ho partecipato a molti contest e festival di musica rock tra i quali "Concarock" "Ephebia Festival" e "TerniOn". 

Ti occupi anche di comporre?
Nel percorso musicale con le varie band di cui sono stato parte, ho sempre composto i testi e la ritmica per le percussioni, poi negli anni è maturato l'amore per la cultura Hip hop, e ho così ampliato il mio raggio di interesse, da cui è nato un nuovo progetto musicale, strettamente personale, con liriche vere, che amo definire "real rap" 

Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
Ho avuto esperienze nel Tourmusic Fest e Amici di Maria de Filippi 

Le tue ambizioni. 
Riuscire a fare della mia passione il mio lavoro 

Un personaggio che ti ispira.
Marracash, perché è la miglior penna d'Italia

Tuoi pregi e difetti.
Il miglior pregio è l'ambizione ed il difetto la testardaggine
settembre 30, 2020

Erika Giannusa, un talento palermitano, sul palco di Sanremo Newtalent

Erika Giannusa è una pianista, cantante, compositrice palermitana. Nata nel 1993, si è diplomata in pianoforte classico al Conservatorio di Palermo (Vecchio ordinamento) con il massimo dei voti e la lode nel 2015 sotto la guida prima del M° E. Guzzetta (già prima pianista del teatro Massimo di Palermo) e poi del M° A. Sottile. Ha iniziato a cantare nel coro della sua scuola elementare a 6 anni, poi arrivando prima in graduatoria all'audizione per il coro di voci bianche del Conservatorio di Palermo, all'età di 9 anni. Ha iniziato a prendere lezioni di canto lirico privatamente a partire dall'anno 2008 con la Prof.ssa E.L. Smith e successivamente con A. Sparacio. Il canto leggero è stato prima una scoperta fatta individualmente, poi proseguita attraverso il corso dell'insegnante Cheryl Porter. Si è trasferita ad Udine nel 2015, appena terminati gli studi pianistici laureandosi poi in composizione classica – laurea triennale, al Conservatorio di Udine nel 2018 nella classe dei Maestri M. Pagotto per la composizione e R. Miani per il contrappunto. Contemporaneamente agli studi di composizione, portava avanti un tirocinio presso l'Università Paedagogische Hochschule – Institut fuer Musik di Friburgo in Brisgovia nella quale teneva lezioni di pianoforte classico, accompagnamento al pianoforte per strumentisti e cantanti e corripetizione per cantanti d'opera. Successivamente è stata corripetitore per il pianoforte complementare, come attività di supporto alla didattica presso il Conservatorio di Udine coadiuvando la classe della Prof.ssa Mandero, nonché insegnante di pianoforte e di musica presso numerose scuole pubbliche di Udine. Nel dicembre 2018 esordisce come cantautrice presentandosi con due canzoni inedite “La libertà” e “Donna fantasma” presso il Teatro Stabile di Innovazione CSS – Palamostre, durante lo spettacolo “L'Assemblea”. Nell'anno 2018 /2019, dopo gli studi in composizione, ha svolto un secondo tirocinio come corripetitore al pianoforte per cantanti di Musical, per ballerini e per l'arte scenica presso il JAM Music Lab di Vienna. 


Erika, una "storia" di grande formazione la tua. Ti sei poi esibita su palchi importanti.
Ho al mio attivo numerosi concerti come pianista, cantante solista e compositrice e ho vinto alcuni celebri concorsi musicali nazionali ed internazionali. 

Sei figlia d'arte sappiamo.
In famiglia c'era già una vena artistica, in quanto mio padre ha studiato scenografia, e due dei suoi 3 fratelli sono musicisti. Le origini familiari sono peraltro riconducibili, da parte di padre, alla famiglia francese dei Conti Alziari de Malaussène. 

Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
Sono stata Vincitrice di concorsi pianistici, nazionali ed internazionali tra i quali: Concorso pianistico Nazionale “Mandanici” Concorso pianistico “ A.Trombone” Palermo Concorso Nazionale pianistico A.M.A. Calabria Concorso giovani musicisti B. Albanese. Ho suonato e cantato in teatri prestigiosi come il Teatro Politeama di Palermo, e mi sono esibita anche come corista in numerose opere liriche come corista per esempio al Teatro Verdi di Pisa. Come compositrice, oltre a scrivere canzoni in italiano, inglese, tedesco ed in dialetto siciliano, ho scritto anche musica "seria" ad esempio i miei brani "Suite", oppure " Generazione Millenials" quest'ultimo presentato al Festival Mittelfest nel 2018. 

Le tue ambizioni. 
Sono una musicista poliedrica, non mi pongo molte barriere e sono sempre alla ricerca del mio miglioramento. La mia più grande ambizione è vivere di musica. 

Un personaggio che ti ispira. 
Mi ispirano i grandi compositori ed interpreti della musica. Adoro le interpretazioni di Bach eseguite da Glenn Gould, di cui il 25 settembre scorso ricorreva l'anniversario di nascita. Adoro Mozart per la sua fantasia ed il suo estro ma anche per la melanconia quando scrive gli adagi, Beethoven per la sua interiorità, spesso non alla portata di tutti, Chopin per la semplicità e allo stesso tempo la ricercatezza dei suoi valzer, Stravinskij per il suo eclettismo ed infine adoro il Quartetto 8 Shostakovich, ma potrei continuare:la lista è molto lunga...Nella musica leggera prediligo Franco Battiato di cui apprezzo la poesia dei testi e la musica spesso con influssi etnici e/o popolari ed altre volte spunti desunti dalla musica classica. La voce di Mina, per me resterà sempre una delle più belle della musica italiana per la ricchezza degli armonici e per il livello dell'interpretazione. 

Qualche personaggio attuale e internazionale?
Sono interessata al personaggio di Lady Gaga, molto estroso ed eclettico, attenta tanto alla musica quanto alla performance. 

Tuoi pregi e difetti. 
Non è mai un bene rivelare i propri difetti, svelare il proprio "Tallone d'Achille"...soprattutto non è strategico; però purtroppo devo rispondere alla domanda. Uno dei miei difetti è l'essere caotica e molto disordinata. Uno dei miei pregi è l'essere organizzatrice e multitasking, così risolvo il difetto.
settembre 30, 2020

Loretta Davalle, affascina con la sua voce accompagnata da fiscarmonica

Loretta Davalle, nasce a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna, figlia di genitori che amano il ballo, la portano sempre con sé nelle balere. Loretta si incantava a guardare ed ascoltare l'orchestra suonare... affascinata da uno strumento in particolare "la fisarmonica" 


Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
Fui notata notata dal Maestro Leo Ceroni, di cui è apprezzata per la passione che ha per la musica e mi ingaggia in orchestra con lui. Rimango nel gruppo per 14 anni e nel frattempo inizio a studiare canto 

Le tue ambizioni. 
La mia ambizione è di entrare nel cuore della gente con umiltà musicale, lasciare un segno ed essere ricordata. 

Un personaggio che ti ispira. 
Il personaggio celebre che più mi ispira è Mia Martini, per la sua grinta e personalità che ha nel cantare, ti colpisce l' anima 

Tuoi pregi e difetti.
Il mio miglior pregio è l'onestà ed essere me stessa sempre. Il mio più gran difetto paradossalmente è la grande timidezza.
settembre 30, 2020

Renzo Maggiore è il suo essere "REN ZEN". Filosofia, spiritualità e musica.

Renzo Maggiore nasce a Trieste e ben presto denota una predisposizione per la scrittura. Da piccolo studia pianoforte classico e chitarra; si dedica a diversi sport e lavori (giornalista pubblicista, animatore, presidente di associazioni) e segue un percorso formativo che lo porta a diventare esperto nella competenza del "Saper essere", ossia di tutte quelle materie che aiutano l'uomo a capirsi e ad evolvere come individuo e come società. Dal 2004 pubblica 40 libri di poesia, prosa e saggistica. Come autore, è allievo fra gli altri di Mogol ed ha prodotto l'album "Se ascoltassi" che fa parte del progetto filosofico, spirituale e formativo denominato REN ZEN. Recentemente ha pubblicato con Star Century il singolo "Maschere e Luce" cui seguiranno nei prossimi mesi altri 4 inediti. 


Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
Oltre a tre anni di esperienza nei villaggi turistici, ho creato un trio acustico (gli Stati ALTerati) tenendo concerti tra cover e brani inediti creati assieme ai chitarristi Boris Colmani e Michele Zabucchi. Ho interpretato in pubblico le mie poesie e canzoni in associazioni culturali, caffè storici e teatri, presentando alcuni spettacoli. 

Hai lavorato anche in radio.
Ho ideato e condotto due programmi radiofonici ("Valori e Zen" e "Saperessere"), partecipando come ospite a innumerevoli eventi radio e tv. Poi svariate collaborazioni con compositori e studi di registrazione per la realizzazione di brani inediti, oggi in gran parte presenti sulle piattaforme di distribuzione mondiale.

Qualche collaborazione che puoi citare?
Citiamo fra i tanti l'attuale arrangiatore Marco Di Martino, Pino Tafuto, Andrea De Vivo, Davide Rizzati, Mario Marcassa, Edy Meola, Alessandro Croci, Giuseppe Farace...

Le tue ambizioni. 
L'obiettivo è quello di lanciare il progetto Ren Zen dove l'arte diventa uno strumento utile per una maggior consapevolezza umana. Voglio propormi come autore e cantautore con l'ambizione di entrare in una grande famiglia discografica

Un personaggio che ti ispira. 
Tutti i cantautori italiani, in particolare De Andrè, Renato Zero, Battiato, senza dimenticare l'influenza di Adriano Celentano e dei Bon Jovi, del rock melodico e della musica dance anni '80 e '90. 
 
Tuoi pregi e difetti. 
Il miglior pregio, diventato oggi un grande valore da diffondere, è la Gentilezza, oltre alla prolificità nella scrittura e la chiarezza nell'espressione. Il difetto sta forse nella difficoltà di competere e nella limitata attenzione all'immagine.
settembre 30, 2020

Daniele Sarto, il Jionny di Gioia Tauro, un artista a 360 gradi


Daniele Sarto in arte Jionni, nato a Gioia Tauro nel 1977. E' un fabbro di professione, e ama la scultura e la pittura oltre che la musica. Approda nel "canto", grazie alla passione che lo avvolge dal profondo del cuore, arrivando ad esibirsi su palchi nazionali e internazionali arrivando poi anche a Sanremo Newtalent.

Hai già avuto esperienze nel mondo dello spettacolo? 
Debuttai in una piccola società artistica e anche in teatro per TELETHON presenziando in scene sacre come presepi da fabbro antico per poi entrare a far parte del mondo paraolimpico in Calabria per la prima volta con la disciplina dell'Handbike. Oggi sono vice presidente del Cip. 
 
Le tue ambizioni. 
Debuttare tra tutti gli artisti di alto livello. 

Un personaggio che ti ispira. 
Renato Zero è per me il poeta della musica italiana 


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