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Produrre un disco? Non basta l'idea!



"Produrre un disco? Basta l'idea". Questo era il titolo di un intervista fatta a Devis Paganelli nel 1992, pubblicata sul magazine TREND, tra i più diffusi in edicola in quel periodo. Erano gli anni '90, con un mercato discografico in pieno boom di vendite. Si vendevano i dischi in vinile, non c'era internet. Oggi non è più così, l'idea non basta più.
In quel periodo storico chi voleva ascoltare il brano preferito doveva comprarsi il disco o la cassettina con la compilation preferita.   In pochi eletti, riuscivano a farsi produrre, impossibile prodursi in maniera indipendente in quanto poi difficile era la distribuzione senza un forte distributore (che era anche produttore quindi difficilmente distribuiva terzi incomodi). La dance era monopolizzata da etichette all'epoca celebri come Discomagic (lo storico Lombardoni) o New Music (l'indimenticato Pippo Landro), con le loro compilation stra vendute e con milioni di copie diffuse in tutto il mondo. Ci si presentava da loro, i "Remida" della discografia dance, per proporre il proprio master pronto per la produzione e se a loro andava bene, in una settimana il disco era nei negozi. Prima stampa 1000 copie rigorosamente in vinile e poi si vedrà! All'artista? Mille lire a copia venduta.
Purtroppo spesso accadeva che di dischi se ne vendevano tanti e spesso ne pagavano pochi. Accadeva anche che i produttori in questione, vendessero le licenze per pubblicare il brano su decine di compilation senza che arrivasse nulla all'ignaro artista (che scopriva delle licenze, dai compensi SIAE che riportavano appunto "royalties da licenze"), ma alla fine andava bene così. Funzionava tutto bene e i dischi si vendevano. Con l'arrivo di internet, è cambiata l'epoca. Da Napster in poi, dove la musica ha iniziato a girare "gratis", finendo per diventare, quella di non comprare dischi, una consuetudine comune. I dischi non si comprano ora, si ascoltano direttamente. E quindi il business dove sta?
Incontriamo Devis Paganelli, manager di svariati personaggi della tv, preidente onorario del CIP Coordinamento Italiano Professionisti della Moda e dello Spettacolo, talent scout nonché Console italiano della ONG-Italia. Scopriamo con lui come diventare una celebrity in questo ambiente.

Ogni anno, vengono sfornati milioni di singoli sui digital stores di tutto il mondo, pubblicati da artisti o presunti tali, che autonomamente o con l'appoggio di etichette discografiche, si affacciano a questo business senza confini. Ma è davvero un mondo con facili guadagni e semplice notorietà? 
Assolutamente no. Se qualche decina di anni fa, vigeva il detto "Uno su mille ce la fa", oggi possiamo tranquillamente dire "Uno su centomila ce la fa".
All'epoca, infatti, non c'erano le possibilità di oggi. Oggi basta un computer e un microfono e chiunque può mettere online le proprie idee. Soltanto pochi eletti fino a dieci anni fa arrivavano davanti al produttore discografico e tra questi pochi eletti, alcuni pochissimi eletti riuscivano a fare strada.

I produttori investivano molto negli artisti.
Non è più così. Una volta le case discografiche, le Major, se trovavano l'artista gestibile e con talento, mettevano sul piatto soldoni. Sapevano che investendo su 100 artisti, poi quei 3 o 4 che ottenevano risultati, coprivano i costi di tutti i 100 artisti e soprattutto facevano guadagnare tanto l'etichetta.

E oggi?
Oggi le Major investono direttamente sui 3 o 4 che già in autonomia hanno saputo ottenere risultati. Vanno a pescare coloro che hanno saputo raccogliere consenso in autonomia, oppure producendo i vincitori dei talent show, così da poter contare sul gradimento del pubblico immediatamente. E se va male quello, avanti un altro. L'anno dopo, un altro artista, vincitore del talent show, da spremere fino all'osso. Oggi funziona così.

Quindi gli artisti che vogliono provare questo percorso nella propria vita cosa devono fare?
Ovviamente emergono coloro che hanno spirito d'intraprendenza. Quelli che sanno studiare i social network sfruttandone le potenzialità, pubblicando materiale buono, lavorato, senza improvvisare nulla. Quelli che gestiscono la propria immagine, il look, i brani. Che inviano le uscite ai curatori di playlist, che fanno arrivare il brano alle radio, inviano comunicati stampa, fanno interviste. Tutto questo ha dei costi e non tutti possono permetterselo.

Quindi sfonda chi ha i soldi?
Be intanto non posso dire che avere soldi da investire non serva. E' anche altrettanto ovvio che avere tanti soldi da investire se manca talento, intraprendenza e potenzialità, non porterà molto lontano.
Chi ha l'opportunità di investire, deve saper investire in maniera adeguata e ponderata, partendo dal presupposto che non esiste una bibbia sul come diventare famosi. Nemmeno i più importanti e celebri talent scout possono dire "so io come si fa". Però alcune regole basilari esistono o meglio chiamiamoli ingredienti.

Entriamo nel concreto. Cosa deve fare un musicista o cantante che vuole fare strada.
La domanda lascia presumere che ci sia una risposta semplicistica che può dare una ricetta perfetta. Non è così facile, ma cerco di dare alcuni spunti.
Intanto, non fare tutto da soli. E' sbagliato. Affidarsi a dei professionisti che possano creare insieme all'artista un progetto artistico dedicato e soprattutto sartoriale. I "progetti standard" non funzionano in quanto ogni artista ha una propria storia e un proprio percorso. E' importante diffidare di quelle imprese che si spacciano da etichette discografiche, con il solo scopo di spennare chi ambisce a fare strada nella musica. Quindi prima regola : colui che potrà essere il vero interlocutore e produttore o coproduttore dell'artista deve essere un supporto o meglio uno strumento per realizzare e mettere in pratica il progetto artistico finalizzato alla stesura di un percorso serio e ben costruito. I costi solitamente li sostiene l'artista che vuole promuoversi e in alcuni casi si trovano produttore che investono insieme all'artista stesso, offrendo un ventaglio di opportunità che se sono serie non sono mai proposte come obbligatorie.

Tutto qui?
Questo è il primo punto. Se l'artista ha un budget importante da investire in termini di promozione, deve prima verificare quali artisti il produttore ha già coinvolto e ha prodotto prima di lui per capire se ci sono concrete possibilità ipotetiche (in questo campo è sempre tutto ipotetico sia chiaro e mai nulla può essere garantito) di ottenere risultati. Se un produttore non ha mai prodotto successi nel proprio percorso imprenditoriale, sarà con molta probabilità un produttore che vuole solo spennare l'artista di turno e lo sottolineo, oggi sono così il 99% di coloro che si spacciano per produttori o etichette discografiche. Se invece l'artista non ha budget da investire, meglio puntare su proprie piccole cose, senza pretese e senza troppe speranze distribuendo da soli sui digital store. Si raggiunge pubblico ma ci vuole tanta, tanta, tantissima fortuna. Purtroppo l'improvvisazione senza esperienza, paga raramente anche se a volte paga. 

Come promuoversi?
Per chi preferisce il "fai da te" che però promette male, l'importante, è quella di inviare una cartolina digitale alle radio, che però voglio chiarire, spesso le radio non guarderanno nemmeno se a mandare la cartolina è uno dei tanti servizi di invio cartoline. Le radio guardano le cartoline digitali di chi conoscono e di chi sanno, produrre musica di successo. Se si conoscono i gestori delle playlist Spotify questo può essere un buon passo per ottenere un poco di visibilità. Fare uscire poi qualche articolo su portali nazionali per creare curriculum da inserire nei comunicati stampa.  Anche se questo, comporta pur sempre dei costi da sostenere.

Ma fino ad ora non ha parlato di talento?
Nulla di tutto quello che ho detto ha alcun valore se non c'è talento. Senza talento inutile fare nulla. Così come, inutile mettersi in gioco, se non c'è la convinzione, che una delle variabili più importanti della "ricetta del successo" è il fattore C, che per non cadere nel volgare chiameremo "fortuna". Inoltre, inutile forse ricordarlo ma spesso capita che artisti senza talento ma con tanto spirito d'iniziativa e magari con un buon budget, riescano a superare in termini di visibilità e successo, chi è bravissimo ma senza intraprendenza e senza soldi! E' l'amara verità, ma è il mondo discografico di oggi.

E qual'è la sua ricetta del successo?
5% talento, 5% ambizione, 5% tenacia, 5% gestibilità, 30% disponibilità economiche poche o tante che siano, 50% fattore "C". Senza il 100% degli ingredienti menzionati, la ricetta non funziona. Solo soldi non bastano, solo talento non basta, solo ambizione non basta, solo tenacia non basta, solo la gestibilità non basta!
 
Gestibilità?
Per molti produttori, talent scout, manager di qualsiasi settore, uno degli aspetti fondamentali per valutare interessante o meno un collaboratore è quello della gestibilità.
Inutile avere per le mani un brano artista, tenace, ambizioso, con tanto talento e magari anche con la possibilità di investire su di se, se questo è ingestibile! Potrà avere una botta di fattore C, ma a breve, nessuno vorrà avere a che fare con il soggetto non gestibile.

Ha casi da ricordare?
A decine. Nel mio percorso professionale, con decine di artisti nati dal nulla e arrivati alla ribalta (solo Pippo Baudo si lasciava andare nell'esultare "l'ho inventato io", quando nella gran parte dei casi chi opera nel nostro campo, per motivi legati ad aspetti contrattuali mai promuove i volti portati al successo), ne ho conosciuti altrettanti che arrivati alle stelle, sono tornati alle stalle.

Senza fare nomi può fare esempi?
Racconto situazioni che intenderemo essere favole e metafore, per evitare di lasciar intendere di chi si parla. Posso fare l'esempio di qualcuno che magari, dal nulla, ha portato una propria demo alla mia attenzione e che, grazie al mio contributo, è arrivato alla diffusione capillare di un proprio brano a livello europeo, scalando classifiche e arrivando su palchi importanti addirittura con star internazionali per poi, dopo aver sperperato tutti i guadagni, tornare ad essere un piccolo personaggio provinciale, senza ne arte ne parte. Il difetto? Era ingestibile. Non solo all'inizio, ma soprattutto dopo. Quando il successo ti porta a ritenerti al di sopra degli altri. 

Questo può capitare a tutti, forse non è l'esempio più calzante.
Questo è solo uno dei tanti esempi. Un altra situazione che mi viene in mente, è quella di un artista italiano, giovanissimo, che grazie alle giuste iniziative intraprese, siamo riusciti a portare a risalto fino a calcare il palco di una famosa trasmissione tv e fino al palco musicale canoro più famoso in Italia in onda RAI. Già con un tour concretizzato e con fatturati milionari. Però talmente ingestibile, dall'essere abbandonato proprio nei giorni in cui si stava esibendo su questo palco. Ed è finito nel dimenticatoio perché appunto, da solo l'artista non può sopravvivere. Potrei fare tanti nomi che comunque tutti conoscono e che mai sognerebbero pensare essere finiti nella rubrica degli artisti da lasciar perdere, che tutti gli addetti al settore conservano.

E' comunque un mondo pieno di serpenti questo. Anche l'artista non sa mai dove sta la truffa e dove sta la persona giusta.
Il 99% sono truffe o comunque cose inutili, quindi è comprensibile. Ormai gli artisti in cerca di successo o di un percorso artistico sono delusi e amareggiati. Non si fidano più di nessuno.  Mi permetto di dire a tutto che il produttore o aspirante tale deve essere assolutamente verificato dall'artista che troppo spesso si abbandona a chi ha la parlantina più fluente. Mi viene da sorridere quando penso a quei produttori che nell'ufficio appendono foto di artisti famosi che mai hanno nemmeno visto da vicino spacciandoli come amici e in alcuni casi addirittura come artisti da loro prodotti. Ma questo è uno dei modi per far accendere speranze a chi poi butta via soldi che arricchiscono solo truffatori e venditori di illusioni.  Diffidare di chi afferma : "diventerai famoso, otterrai guadagni, farai tante serate come artista vip". Sono tutte fregature. Non esiste nessuno e dico nessuno che può garantire queste cose. Oggi con il web si può verificare vita, morte e miracoli di chiunque quindi quando ci si presenta da un produttore, verificate prima davvero chi è e informatevi con i nomi che afferma di aver prodotto.

Per ottenere risultati basta andare da chi già ha lanciato altri personaggi?
Dipende. Ci sono molti manager che sono diventati manager dall'oggi al domani, aiutando e supportando artisti che prima non erano nessuno. E l'hanno fatto senza aver mai lanciato alcun personaggio diventato noto prima. Ciò dimostra che questa regola è sciocca.  Ci sono poi centinaia di manager che gestiscono volti già noti ma che continuano ad illudere migliaia di newface o newtalent, con tanto fumo negli occhi e facendo credere all'artista che sarà lui la prossima "star". Il vero produttore innanzi tutto almeno co-produce i propri artisti investendo lui stesso somme insieme ai newtalent, ha un ufficio reale e fisico, ha spesso un proprio studio di registrazione interno, ha etichette reali e con produzioni con successi noti, può vantare referenze spendibili sui propri social network e sul proprio sito, ha delle edizioni e infine una partita iva. Lo dico perché mi è anche capitato di conoscere chi si spacciava per produttore senza nemmeno avere una posizione fiscale accesa, figuriamoci.

Ma si guadagna alla fine con la discografia?
Una volta si guadagnava moltissimo. Oggi no. I guadagni sono nel live. Gli artisti, inclusi i big, i soldoni oggi li vedono nei concerti e nelle ospitate o meglio nei più diffusi showcases. I dischi si producono per avere materiale da esibire nei live. Chi andrebbe ad un concerto già visto e rivisto senza novità?  Se il disco tira, ci saranno tante location, pronte a strapagare per avere l'artista dal vivo. E qui stanno i guadagni. Guadagni che appunto, attirano le etichette pronte a distribuire chi ha potenzialità. 

Per concludere. Un suggerimento con la sintesi, di un mini vademecum per procedere in questo settore?
1- Studia! Non improvvisarti. Se non conosci la musica, impara almeno bene il software per fare musica, coinvolgi arrangiatori, musicisti. Se conosci la musica, coinvolgi chi è bravo nei social e nel resto.
2- Prepara materiale anche amatoriale da far ascoltare a produttori seri. Il brano magari non diventerà un successo ma potrai usarlo per presentarti in maniera seria ad altri produttori, contest, trasmissioni tv e talent scout. Se hai la fortuna di essere convocato per un colloquio (anche qui uno su mille riesce ad avere questo privilegio) preparati ad un eventuale proposta che però includa un tuo investimento economico che varia in base a quello che vuoi ottenere. Se è per realizzare una produzione semplice di un singolo, tra studio di registrazione, produzione di un videoclip e distribuzione basica può aggirarsi dai €2000 ai €10000, per aumentare notevolmente se si parla di una tua presenza come apri concerto per un vip (da €20000 a €50000) o per coinvolgere un VIP nel tuo videoclip (da €3000 a €40000). Ci si può far scrivere il brano da un autore famoso, ingaggiare un musicista celebre, farsi ospitare in trasmissioni tv o far uscire articoli su portali o giornali. Tutto ha un costo. Il produttore si farà carico di una parte ma ci vuole la disponibilità dell'artista che si fa carico della propria.  Se nessun produttore ti nota o ti risponde segui i successivi punti :
3- Non distribuire da solo i tuoi brani. Non fa bene alla tua immagine. Farlo da soli inserendo il nome finto di un etichetta finta o inventata, non presente sul mercato, ti fa fare pessima figura.
4- Cerca di pubblicare tanto materiale, ma solo selezionato, curato, realizzato con cura. Dalla musica, all'arrangiamento, ai testi, alla grafica della copertina ai contenuti dei tuoi social.
5- Se devi pubblicare un video, fallo fatto bene o meglio non farlo. Meglio l'immagine della tua copertina con la musica di sottofondo che un video fatto male.
6- Invia il brano ai curatori delle playlist su Spotify e su Youtube.
7- Invia il brano alle radio.
8- Fai uscire qualche articolo su portali nazionali che parli del brano e di te.
9- Se puoi fai uscire un intervista su un giornale nazionale.
10- Cura il tuo look nelle foto che pubblichi, crea una tua immagine personale.
11- Cura i tuoi social. Pubblica solo materiale di qualità (foto e video selezionati).
12- Cerca di capire se questa è veramente la tua strada. Datti un tempo e un termine per provarci e se non ci riesci, passa ad altro!

Devis Paganelli
Presidente del Coordinamento Professionisti della Moda e dello Spettacolo

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